Juniores: col Venezia piovono 4 gol ed è stra-vittoria!

Monterosso, 5 marzo 2016 – Piove a dirotto, il parrocchiale di Monterosso, a prima vista in buone condizioni, è in realtà un melmoso acquitrino. Le squadre arrivano alla spicciolata e si rinchiudono, silenziose, negli spogliatoi; oggi serve una grande dose di concentrazione. L’Abano incontra il Venezia, squadra blasonata, che nella gara d’andata ha messo in grossa difficoltà i neroverdi.

Alle 15 e 30 parte la gara che mette subito in evidenza le doti di equilibrismo dei 22 in campo. Continui i  capovolgimenti di fronte che rendono il match palpitante. L’Abano cerca la manovra corta mentre i ragazzi in maglia nera provano a sfruttare le doti velocistiche degli attaccanti con frequenti lanci lunghi. Questo il copione fino alla mezzora, poi, nell’ultimo quarto d’ora, gli episodi più salienti.

Al 32° il numero 11 veneziano percorre la fascia destra, si accentra e lascia partire, col mancino, un missile che sfiora il palo alla destra di Nicolé. Un minuto più tardi il portiere dell’Abano compie un vero e proprio miracolo uscendo sui piedi della punta avversaria, neutralizzando un gol praticamente fatto. Al minuto 36, su un’incursione aponense Bison è lesto ad agganciare una palla ribattuta all’interno dell’area piccola e porta in vantaggio l’Abano. Il Venezia accusa il colpo e, nella successiva azione, Michelotto sfiora di poco il raddoppio, un difensore salva sulla linea di porta. Si va al riposo sull’uno a zero. Quasi tutti sostengono con le mani i pantaloncini che ormai sfiorano le caviglie. Un fango appiccicoso rende i giocatori delle due squadre quasi  indistinguibili, le maglie neroverdi e quelle nere sono oramai uniformate da un cupo grigio nutria. L’ultimo a lasciare la panchina è un fradicio mister Pezzin, che ha guidato i suoi ragazzi in maniera veramente efficace, alternando bastone e carota, ma senza mai smettere di incitarli.

Durante la pausa i dirigenti dell’Abano hanno dovuto ripristinare la gessatura delle linee scomparse ormai dalla palude che ha sostituito il terreno di gioco, dopo il calpestìo dei 22 contendenti.

La seconda frazione parte con la stessa velocità con la quale era terminato il primo tempo. I veneziani, evidentemente sollecitati dal loro mister durante la pausa sembrano averne di più, ma la retroguardia neroverde è attenta e respinge ogni proposta d’attacco.

Al 15° Bortolato chiede il cambio perché afflitto da crampi, gli subentra Benato, reduce da due giorni di febbre, ma evidentemente il ragazzo deve aver recuperato, eccome. Due minuti più tardi infatti, dopo una spinta offensiva di Bianzale sulla sinistra, recupera una palla ai limiti dell’area di porta e trafigge, per la seconda volta, il lungo portiere avversario. Esplosione sulla panchina dell’Abano che vede mister Pezzin ed il primo dirigente Varroto improvvisare una approssimativa, quanto inopportuna, danza della pioggia, che continua, peraltro, a cadere copiosa.

La partita adesso diventa veramente bella!

Nell’inospitale terreno di gioco si contrappone la rabbia veneziana al potere consapevole degli undici termali che ribattono colpo su colpo e al 35° minuto vanno di nuovo a segno con un caparbio Bianzale, che corona i numerosi tentativi con il gol numero 3 che, a poca distanza dal termine, genera un sospiro di sollievo che vola leggero dalla panchina alla tribunetta carica di genitori festanti e orgogliosi dei loro fangosi rampolli. Ma il Venezia non è squadra arrendevole e, seppur demoralizzata, non arretra di un passo e al minuto trentanove, il numero 20, Boscolo Sale Alex, accorcia le distanze con un tiro al volo ravvicinato che si infila sotto la traversa di Nicolé, che nulla può. Il portierone stato bravo qualche minuto prima ad agguantare un pallone dalla strana traiettoria, che aveva battuto sul legno e attraversato tutta la linea di porta. Senza più alcun schema di gioco la partita sembra trascinarsi disordinatamente verso il suo epilogo, ma Michelotto al 43°, mette il suo personale sigillo, chiudendo di fatto la gara sul 4 a 1.

Un risultato insperato alla vigilia, ma sicuramente meritato. Resta il rammarico, a margine di una gioia sconfinata, di aver perso 3 punti preziosi in quel di Chioggia, punti che avrebbero consentito all’Abano di restare ai margini dell’alta classifica.

Forza Abano!!!

di Mirco Bortolato

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