L’Abano gioca a viso aperto e la spunta con il Belluno (1-2)

Belluno, 24 aprile – Fischio di inizio alle ore 15 per Belluno-Abano. La partita inizia a ritmi bassi con le formazioni che si studiano per i primi 10 minuti di gioco. Al 10′ De Cesare smuove gli animi sparando dal dischetto di rigore un siluro di interno sinistro che finisce alto sopra la traversa. Risponde Acampora che con una doppia finta sbilancia Tescaro cercando il gol, interviene Thomassen che, ne tentativo di anticipare Bettin, scivola a lato e impartisce ai neoverdi un’autorete.
L’Abano subisce il colpo e sbanda un poco mantenedo il timone di rotta grazie a Bettin che, a tu per tu con il n. 9 Corbanese, sventa il possibile 2-0. Al 35′ l’Abano si propone nuovamente prima con un pallonetto di Bortolotto, bloccato da Solagna, e al 40′ con Gnago che spara di sinistro impegnando di nuovo Solagna che devia in angolo.

Nel secondo tempo le squadre rientrano in campo con grinta: l’Abano si sposta in avanti pressando la metà campo avversaria e continuando a proporre gioco, nonostante un evidente rigore non concesso su Gnago su fallo da ultimo uomo. Al 18′ Zattarin sviluppa una bella azione sulla sinistra, mette palla al centro, trova Thomassen che serve Gnago il quale sigla l’1-0. Al 30′ Bolortolotto viene espulso per un contrasto con Pellicanò: l’arbitro a poca distanza lascia correre in un primo momento e valida l’esplusione su segnalazione del guardalinee. Mister Zeman cambia Rampin per Fusciello e Rampin inaugura la propria prestazione con un cross di testa servitogli da CReati che coglie impreparato Solagna e vale ai neroverdi il 2-1. A tre minuti dalla fine Pellicanò viene ammonito ed espluso per gomitata su Tescaro.

Positivo il commento post gara del DS Maniero: ” è stata una partita giocata fino all’ultimo e con un’ottima squadra che non ci ha risparmiato nulla. Abbiamo sbagliato occasioni importanti in area, segno tuttavia che siamo stati in grado di pressare ed essere pericolosi verso una squadra di tale livello. Una buona prestazione in cui ci ha premiato l’aver voluto giocare a viso aperto senza demordere mai”.

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